mercoledì 1 luglio 2009

I "sensi" di Maurice Merleau-Ponty


In "La Fenomenologia della percezione" Merleau-Ponty cerca di dimostrare come il nostro rapporto con il mondo sia in relazione all'orizzonte infinitamente vasto della percezione, antecedente a ogni oggettivazione scientifica. La coscienza, perciò, non osserva in modo indifferente ma, al contrario, è sempre coscienza impegnata, perché dipende sempre dal contatto con il mondo. Anche in questo l'accento è posto sull'insolubile connessione esistente fra coscienza e corpo. L'esperienza del nostro corpo contiene perciò un'ambiguità irrisolvibile, in quanto esso non può essere né pura cosa né pura coscienza. Nei suoi ultimi scritti, pubblicati postumi (II visibile e l'invisibile) Merleau-Ponty si mosse in direzione di una nuova ontologia. L'ambito sussistente fra soggetto e oggetto viene ora cercato nell'essere stesso. Esiste un "corpo del mondo". L'uomo non è esterno al mondo bensì parte del suo corpo su cui si fondano le strutture, il senso, e il "diventare visibile" di ogni cosa. L'essere non si mostra, però, all'uomo nella sua pienezza; esso si sottrae alla trasparenza totale. Tale limite dell'esperienza viene chiarito dal rapporto fra visibile e invisibile. L'invisibile non è un "non ancora visto", ma una segretezza di principio, che è fondata nel vedere stesso. Un oggetto è dato in base a ciò che di esso non viene percepito (un oggetto percepito contemporaneamente da tutte le prospettive sarebbe cosa impossibile): parte di un quadro è anche quanto il pittore ha tralasciato, una frase diviene comprensibile sulla base di quel che è già stato detto e di quel che viene taciuto. Questo essere infinito dietro di noi è l'essere rozzo o selvaggio, sottratto ad ogni intervento ordinatore.

mercoledì 27 maggio 2009

Turning Flat Tower in Dubai

venerdì 3 aprile 2009

JUNGLE TOWN - Eco sustainable village in Dubai (UAE)

mercoledì 18 marzo 2009

Design magazine

lunedì 16 febbraio 2009

La casa infinita

http://www.oltremarephoto.com/pages/siredward/siredwardit.html
Edward James si definiva "anarchico ma fedele alla corona britannica", era amico - e mecenate nei tempi degli esordi - di Picasso, Dalí, dei più celebri surrealisti e dei più estremi dadaisti, frequentava Bunuel, Brecht e Huxley, dirigeva la leggendaria rivista "Minotaure", spendeva una fortuna per acquistare un bombardiere da donare alla repubblica spagnola nel '36... Poi, nel 1945, venne in Messico. E un giorno, in un luogo sperduto, nuotando in un torrente detto "delle sette pozze", rimase avvolto da uno sciame di farfalle. Lo interpretò come un segno del destino. Sarebbe rimasto lì, a Xilitla, oasi di giungla nel desertico San Luis Potosí, la verde Huasteca Potosina, inseguendo il sogno di costruire quella che altri avrebbero chiamato "La Casa Infinita". Per quarantanni ha diretto un esercito di muratori nella creazione di un delirio in cemento variopinto cercando l'armonia con la natura, mantenendo fede all'impegno di non tagliare un solo ramo e non recidere neppure un fiore. Archi orientali ricoperti di muschio, colonne rigonfie percorse da vertiginose scale a chiocciola che portano immancabilmente nel vuoto, gabbie aperte per animali che possono entrare e uscire a loro piacimento... come il puma che non è più tornato da quando l'inglés ha cessato di preparargli il pasto quotidiano, o l'anaconda che dopo tanti anni si comportava corme una gatta affezionata. E le voliere senza reti sovrastano la piccola dimora, unico luogo chiuso da tetto e pareti dove visse per anni in assoluta solitudine, progettando sogni mutilati da lui stesso: perché la frenesia di realizzarne di nuovi lasciava incompiuta oqni opera. Che probabilmente doveva essere così: incompiuta perché interminabile, infinita. Si è venduto tutto, compresi i dipinti più amati: Dalì, Picasso, Magritte... Molti di loro lo avevano immortalato in quadri oggi così famosi che nessuno si chiede quale sia il volto di Edward James. Il destino, che lo portò quaggiù, gli ha giocato uno scherzo crudele: è morto nel 1984 in Inghilterra, lontano dalla sua Xilitla, durante uno dei rari e fugaci viaggi, per vendere l'ultima tela di quella che fu una collezione invidiata nel mondo intero. Veleva pagare i muratori e continuare a sognare.Tutto questo appartiene a un contadino indio, Plutarco Gastelum, che Edward conobbe quel giorno facendo il bagno nel torrente delle farfalle, e da allora rimasero amici per sempre, tanto da nominarlo unico erede. Erede del nulla architettonico proiettato nella giungla, mausoleo di fantasmi che si può solo attraversare e mai "vedere": non c'è punto da cui sia possibile ammirare le costruzioni da lontano, e capire dove sia l'inizio e la fine. Pino Cacucci

giovedì 12 febbraio 2009

Tempesta elettromagnetica


La rivoluzione musicale degli ani sessanta passa attraverso la cultura psichedelica che interessa la musica, l’arte visiva e la moda: si ricerca l’espansione della coscienza e il collegamento con l’universo in accordo con il pensiero filosofico religioso orientale, la musica diviene luogo della mente, conforma spazi mediante sinestesie e lo fa attraverso commistione di stili suoni e rumori presi direttamente dalla natura oppure generati da apparecchiature elettroniche analogiche. La creazione di spazi sonori avviene trasferendo i suoni della realtà in un contesto nuovo, alterato e artificiale allo scopo di creare stati di coscienza alterati, Le matrici blues e popolari vengono arricchite con sperimentazioni sonore debitrici dell’opera di J. Cage ed Edgar Varese. Jimi hendrix meglio di tutti parte dalla struttura blues per stravolgerla con effetti speciali e dilatarla attraverso rumori prodotti dall’interazione chitarra–amplificatore. Interferenze vibratorie e campi elettromagnetici generano un caos controllato che si organizza e prende forma sonora, Hendrix dipinge lo spazio attraverso il suono, un suono che da coacervo indistinto assume la forma delle cose come un ectoplasma, si organizza in un flusso di materia che crea nell’ ascoltatore sensazioni spazio-temporali alterate. Hendrix ci trasporta in un paesaggio sonoro ai margini della percezione cosciente stravolgendo la linearità cartesiana della nostra schematizzazione del reale. Lo strumento medium è la chitarra elettrica che attraverso i pick up trasforma vibrazioni meccaniche in impulsi elettromagnetici che a loro volta vengono reinmessi nello spazio sotto forma di onde meccaniche grazie all’amplificatore. Hendrix è maestro nel trasformare le onde meccaniche così generate in nuovi impulsi elettromagnetici attraverso il controllo dell’effetto larsen, l'effetto si innesca quando il microfono della chitarra capta dall'altoparlante una frequenza, in un dato momento più forte delle altre, che quindi viene amplificata e riprodotta a sua volta con ampiezza via via crescente, virtualmente illimitata, fino alla saturazione dell’amplificatore. La vibrazione meccanica crea un’onda elettromagnetica che a sua volta amplifica l’onda sonora, questo passaggio fra ambiti diversi della natura ondulatoria della realtà genera suoni mai uditi in natura, si crea un interazione fra mondi: l’integrazione della mente con la doppia natura meccanica ed elettromagnetica della realtà.

domenica 1 febbraio 2009

Carl Gustav Jung - Bollingen

lunedì 19 gennaio 2009

I sensi e la memoria - Marcel Proust


Marcel Proust, in anticipo sulla ricerca scientifica riconobbe l'importanza di olfatto e gusto nella rievocazione della memoria; recentemente la scienza ha dimostrato che questi sono gli unici sensi ad avere un collegamento diretto con l'ippocampo, il centro della memoria a lungo termine e profumi e odori sarebbero tra i ricordi più duraturi e capaci di stimolare anche altri ricordi;
concetto importante al fine di dare la giusta importanza alla memoria in un tempo di sovreccitazione sensoriale-visiva che provoca un rumore di fondo indistinto nelle nostre menti. I sensi diventano stimoli fondamentali per l’innesco della memoria involontaria e ponte percettivo di riconoscimento della realtà:
”Eppoco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleinette. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleinette..” (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)
Proust evoca reminiscenze degli stati del suo corpo, del sogno e dei suoi pensieri , ai cinque sensi classici aggiunge altri due tipi di sensazioni corporee più complesse: il corpo nei suoi muscoli e il corpo con la sua cute, sensore della temperatura e dell’umidità costitutive del clima atmosferico. Il senso meteorologico suppone una sorta di armonia fra l’essere umano e l’atmosfera del momento, Il sincronismo fra il corpo e il clima tramite diversi sensi combinati del nostro corpo fa riemergere ricordi di situazioni analoghe già vissute in altri luoghi, il dominio percettivo dei cinque sensi si arricchisce di sensazioni più complesse della realtà nelle sue sfumature fisico-chimiche e nel suo relazionarsi con l’organismo.

mercoledì 14 gennaio 2009

La mappa non è il territorio


"...le sole esistenze di cui siamo certi sono le percezioni, le quali essendo immediatamente presenti a noi in quanto ne siamo consapevoli, c'impongono il più reciso consenso e formano il primo fondamento di tutti i nostri ragionamenti".(David Hume)

Nell’era interattiva del web assimilare informazioni su qualsiasi luogo della terra è alla portata di tutti. Da un frammento di realtà è possibile estrapolare una enorme quantità di informazioni: Google Earth attraverso il tool street view permette di paracadutarci direttamente in un agglomerato urbano rendendo il nostro viaggio verosimile e straniante. Dopo l’iniziale stupore ci rendiamo conto che Google Earth per quanto raffinato resta una mappa con indicazioni e fotografie panoramiche a trecentosessanta gradi; sappiamo che quella non è la realtà, scopriamo che la realtà è immersiva, polisensoriale rispetto al predominio visivo di Google Earth: un luogo è fatto di suoni, odori, sensazioni termiche, tattili, una quantità enorme di imput che noi filtriamo e processiamo. Una gran quantità di stimoli non vengono percepiti a livello cosciente ma contribuiscono ugualmente all’identità e alla realtà di un luogo. Oggi più che mai viviamo in una società che pone gli stimoli visivi alla base del processo cognitivo: riferendosi ad un luogo si dà un giudizio estetico in massima parte basato su stimoli visivi, l’occhio ha parte preponderante rispetto agli altri sensi e l’inquinamento sensoriale dato dal rumore di fondo, dall’omologazione degli odori e da un design poco attento alle esperienze tattili taglia fuori dall’intervallo della percezione cosciente una cospicua parte della realtà. Nell’antichità l’uomo partecipava con tutti i sensi alla conformazione dei luoghi e all’iterazione con essi. L’immersione nella natura assicurava la sopravvivenza e aveva connotazioni sacre e mitiche.
L’omologazione e il frastuono sensoriale non ci permettono di vivere le differenze e ci rendono di fatto separati dalla realtà: le caratteristiche sonore di un luogo non sono più percepite come uniche: in una città è difficile distinguere il suono di una campana e il rumore dei passi sull’asfalto per non parlare delle caratteristiche olfattive che sono legate soltanto alla quantità di inquinamento presente. Le materie sintetiche prive di imperfezioni hanno invaso il nostro mondo tattile, le texture sono considerate solo in funzione della visibilità. I materiali levigati e riverberanti contribuiscono alla confusione percettiva di un moderno centro urbano. Il compito del designer e dell’architetto contemporaneo è la gestione e la salvaguardia dell’identità di una realtà pluridimensionale che diviene sempre più livellata verso il basso e simile al rumore di fondo indistinto uguale a se stesso in ogni luogo. Secondo Bandler & Grinder "Come esseri umani noi non agiamo direttamente sul mondo con il nostro comportamento, quanto piuttosto attraverso una mappa o modello di quello che crediamo sia il mondo" (Bandler & Grinder, I modelli della tecnica ipnotica).
L’interazione natura fra uomo e ambiente è auspicabile e necessaria e per far si che questo avvenga bisogna lavorare sui sensi e sulla materia, capire con che cosa abbiamo che fare e trovare il modo più giusto e umano per relazionarci ad un contesto ormai in molti casi alterato da fattori estranei e invasivi che filtrano il comune e naturale sentire.
La nostra personale mappa del mondo deve essere il risultato della nostra immersione nel mondo, un mondo vivo di un autonoma differenza non manipolata e annullata dall’irresponsabile intervento umano ma valorizzata e riportata ai giusti valori percettivi anche attraverso la tecnologia che sarà funzionale alla natura e non avversa ad essa.

sabato 27 dicembre 2008

Science&Design

sabato 13 dicembre 2008

ELUISE


Ampiezza d’onda è il modo migliore per descrivere la dimora che chiamerò Eluise : fluttuante nello spazio armonico Eluise non ha porte ne finestre e si materializza nel pensiero degli abitanti. Il tempo non fluisce con andamento lineare passato-futuro ma si avvolge su se stesso ed è il primo generatore della forma e della sostanza della dimora. Come il bozzolo di un baco da seta chi abita quella dimora scorge i sottili fili- onde costituenti le pareti , il cielo e la terra. La dimora non ha senso su questo mondo di cose: vive la sua realtà al di là della nostra esistenza.

martedì 9 dicembre 2008

SIMMETRIA- E LIMITI STRUTTURALI- COGNITIVI CHE NE DERIVANO A LIVELLO MATEMATICO (teoria dei gruppi)


Pubblico uno scritto del Prof. Roberto Ettore Bertagnolio relativo alla simmetria che contiene idee di grande interesse al riguardo della percezione dello spazio reale:

Cominciamo con la domanda
Quand’è che una cosa è simmetrica? La risposta la prendiamo da Weyl “una cosa è simmetrica se possiamo sottoporla ad una certa operazione ed essa ci appare esattamente come prima. Ad esempio, osserviamo un vaso che presenti una simmetria destra – sinistra e la ruotiamo di 180 gradi intorno alla sua verticale, esso ci sembrerà uguale a prima”
[1].
Il simmetrico è il risultato finale del dualismo del pensiero
[2]. Come abbiamo visto è la caratteristica ambigua dello sviluppo di tutto il pensiero occidentale.
IL TEOREMA DI GÖDEL non supera questa ambiguità, non supera cioè il “paradosso di Epimenide” (Cretese, afferma che tutti i cretesi mentono) perché l’ambiguità specifica della struttura millenaria del pensiero occidentale (simbolico-simmetrico) non è risolvibile sul piano della struttura stessa.
Lo spirito del principale teorema di Gödel è questo:
“PER OGNI SISTEMA FORMALE DI REGOLE ED ASSIOMI È POSSIBILE ARRIVARE A PROPOSIZIONI INDECIDIBILI, USANDO GLI ASSIOMI DELLO STESSO SISTEMA FORMALE”.
Gödel non lo supera perché rimane all’interno della logica dualistica- simbolico-simmetrica.
“Gödel-(Epimenide) “matematico” afferma che tutti i matematici mentono, Gödel vuol dimostrare matematicamente che la matematica non può dimostrare”. Il teorema di Gödel è un paradosso superabile soltanto se si abbandona la logica che conduce al simmetrico- tridimensionale, in favore della “logica delle cose”.

SIMMETRIA, EVOLUZIONE E TRIDIMENSIONALITA’.
La piattaforma base di questa ambiguità è la simmetria (dalla bilaterale a quella assiale), essa deriva dall’anomalia alla base del linguaggio simbolico; l’anomalia in comune a tutte le simmetrie è il dualismo strutturale della coscienza che porta ad una percezione errata del reale ovvero ad una percezione tridimensionale. Ma non è il tridimensionale a dar origine alla simmetria ma al contrario è la simmetria quale prodotto anomalo del risultato simbolico-dualistico che da origine a quest’ultima. Da questo punto di vista, l’uomo come animale- simbolico è frutto di questa anomalia originaria. E’ precisamente a questo livello che vengono confuse le logiche, quella evolutiva viene riassorbita nella simbolica senza accorgersi che quest’ultima è il frutto di una deviazione evolutiva che caratterizza la storia dell’uomo, che ancora una volta prova che il darwinismo non deve essere concepito in modo deterministico. Da questa prospettiva sbagliano quegli studiosi che affermano: Di tutte le differenti sembianze che gli animali avrebbero potuto assumere, quelle bilateralmente simmetriche risultavano superiori
[3]. Le origini di questa simmetria bilaterale non è né meccanica né economica ma percettiva.
È l’anomalia tridimensionale frutto della composizione simmetrica del simbolo, da quest’ultima nasce la struttura matematica.

LA SIMMETRIA COME TERZA ANOMALIA EVOLUZIONISTICA.
Il concetto è ambiguo, perché contiene in sé una svolta evoluzionista non riconoscibile facilmente, e confonde con un passaggio evolutivo superiore le sembianze che ci appaiono bilateralmente simmetriche. L’ambiguità della struttura matematica e del pensiero filosofico millenario è data dal non aver riconosciuto questa svolta, si può anche interpretare come aggiunta all’evoluzione naturale un intrecciarsi della realtà storico –dialettica. Studiosi come Enrico Bellone o Jean –Pier Changeux sono per strade diverse caduti in questo tranello. Il primo pensa che le leggi della conoscenza e del pensiero si evolvano secondo le leggi darwiniane della mutazione e della selezione o più genericamente biologicamente. Questa tesi, se la estendiamo sul piano storico-politico, diventa pericolosa perché giustifica concettualmente la sopraffazione avallando indirettamente la selezione razziale. Quando sentiamo che gli uomini di chiesa condannano il darwinismo come giustificazione della sopraffazione, scambiano la realtà prettamente scientifica del darwinismo con la sua maschera ideologica. Bisogna ricondurre il darwinismo alle sue leggi intrinseche ontologiche, senza le confusioni cominciate già nell’ottocento con Spencer dove il principio evoluzionistico veniva esteso alla vita sociale, altrimenti si giustifica ancora una volta la dialettica hegeliana di schiavo –padrone come legge metafisica-biologica-eterna. La confusione tra le due dialettiche è anche il problema non evitato di Changeux e di Connes sul piano della struttura matematica. La posizione di entrambi è segnata da un punto di partenza che è già un punto di arrivo, in cui il dualismo è frutto dell’anomalia originaria. Confondere questo significa accettare la struttura matematica non come anomala ma come un fatto biologico inevitabile
[4].

LA TEORIA DEI GRUPPI COME PROIEZIONE DI UNA REALTÁ SIMMETRICA.
L’esempio calzante è quello della stella di mare: cominciamo a ruotarla di un quinto di giro, poi di due quinti, poi di tre ecc… tutte queste trasformazioni formano un GRUPPO, vale a dire un INSIEME di trasformazioni (1/5,2/5,3/5 ecc), questa è una rotazione simmetrica. E’ la base della teoria dei gruppi (di Galois) e come tale è la sovrapposizione di una realtà già simmetrica che rappresenta il frutto dell’anomalia dualistica di base
[5]. Per questo motivo la comprensione della struttura intrinseca della simmetria non può nascere da questa teoria se essa stessa è già rispecchiamento di quest’ultima. Per questo la teoria dei gruppi fa difficoltà davanti a un oggetto tridimensionale. Questa incomprensione è la prova dei suoi limiti cognitivi-percettivi.

STADI ANNULLATI DALLA “TEORIA DEI GRUPPI” IN RIFERIMENTO ALLA MIA TEORIA NEUROSTRUTTURALE DEGLI INSIEMI.

1. STADIO STRUTTURALE - DUALISTICO DELLA COSCIENZA (CONSCIO –INCONSCIO)
2. STADIO SIMBOLICO
3. STADIO SIMMETRICO
E’al terzo stadio che si instaura la teoria di Galois, usando la simmetria come piattaforma di partenza, piattaforma che molti matematici indicheranno come base essenziale della stessa struttura logico-simbolica:
errore fondamentale perché scambia il punto finale di un processo col punto di partenza. La teoria dei gruppi non può decifrare la simmetria, poiché è già il rispecchiamento di quest’ultima. Costruire la teoria degli insiemi a partire da essa e poi il cammino algebrico, significa ignorare del tutto gli aspetti neurologici-percettivi in cui si formano le concettualità simmetriche, significa ignorare il suo maggior limite percettivo cioè il TRIDIMENSIONALE. Ecco la ragione cognitiva per cui la TEORIA DEI GRUPPI si “arrampica sui muri” per decifrare oggetti tridimensionali, cioè ad esempio la simmetria bilaterale della sfera animale, poiché è in questo caso che escono le sue radici interpretative che non riconoscono L’ANOMALIA DI PARTENZA.

IL CAMMINO CHE NE DERIVA
La teoria dei gruppi non riesce a decifrare gli oggetti 3D perché non li riconosce come tali e crea così una frattura nella percezione, illudendosi di superare quell’anomalia originaria che non riconosce essendo già un rispecchiamento della simmetria raggiata, quale risultato dell’anomalia. In questo modo si pone una CESURA definitiva alla 3D derivante dai meccanismi percettivi, naturalizzandola e creando le basi per una struttura matematico-fisica coincidente con la “realtà”.
Questo succede perché si parte dalla piattaforma simmetrica di base con la teoria dei gruppi, ignorando completamente l’aspetto neurologico-percettivo.

Il non tener conto dei due stadi iniziali convinse molti matematici a credere che LA SIMMETRIA fosse la base stessa della matematica; questo, a mio avviso, diventerà un limite cognitivo insuperabile in rapporto alle nuove fisiche.
Ad esempio, per molti algebristi GALOIS diede avvio alla moderna teoria delle equazioni.
La simmetria è essenziale per un’equazione algebrica secondo Galois.
Secondo lo studioso, le equazioni non devono essere classificate secondo il grado, ma attraverso la categoria più importante cioè la Simmetria.
“Il teorema fondamentale dell’algebra di Gauss ci insegna che le espressioni algebriche di grado n hanno n risultati. Il numero massimo delle permutazioni possibili di n soluzioni è n !e il gruppo contenente tutte queste soluzioni è il gruppo chiamato Sn. Evariste riuscì a dimostrare che per ogni grado n è sempre possibile trovare equazioni per cui il gruppo di Galois è di fatto Sn. In altre parole, il matematico francese provò che per ogni grado ci sono equazioni con il massimo livello di simmetria possibile”
[6].
Quello che viene chiamato oggi gruppo di Galois rappresenta la proprietà più alta riguardo alla simmetria all’interno di un’equazione.
Da questo schermo algebrico proiettato sulla natura, nasce l’identificazione tra il piano della natura e la struttura matematica-fisica, così si è potuto affermare per tutto il secolo alla maniera del pitagorismo che “Dio non gioca a dadi col mondo”*.

*Riferimento ad un detto celebre di Einstein.
LA QUESTIONE VERA È:
COME È FATTO IL MONDO OLTRE LO “SCHERMO SIMMETRICO” DELLA STRUTTURA MATEMATICO-FISICA?


[1] Definizione del prof. Hermann weyl, 1952.
[2] Psychomedia (rivista)-R. E. Bertagnolio-“dualismo e struttura del pensiero”.
[3] Mario Livio, BUR 2005 Mi, L’equazione impossibile, pag. 19-20.
[4] Enrico Bellone, la stella nuova, Einaudi, 2003./J. P. Changeux - Connes, pensiero e materia, Bollati-Boringhieri To, 1991. spigazione mia in: Le scienze web news (rivista) selezione dei gruppi neuronici…
[5] R. E. Bertagnolio, in “l’unità del pensiero” rivista filosofica- il dualismo delle anomalie.
[6] Mario Livio, “L’equazione impossibile”, BUR 2005 Mi, pag. 212

Informazioni personali